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09/05/2015 - VERSO LO SCIOPERO DELLA MEDICINA GENERALE


19 MAGGIO SCIOPERO DELLA MEDICINA GENERALE: LE RAGIONI DI UNA PROTESTA

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Carissimo,
come sai, considerato lo stallo delle trattative per la Convenzione Nazionale, la FIMMG ha promosso per il mese di maggio una campagna di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza, compreso anche  lo sciopero della Medicina Generale del 19.
Molti si chiederanno se le ragioni che hanno indotto la FIMMG a questo passo siano valide e soprattutto  efficaci.
La disponibilità della FIMMG ad un rinnovo dell'ACN a isorisorse, cioè ad una contrattazione che affronti solo la parte normativa dell'ACN in linea con le Legge Balduzzi, nasce dalla considerazione che l'ACN attualmente in vigore in realtà dal punto di vista economico,  non è quello firmato tra il 2009 ed il 2010.
Di fatto esso è stato eroso, per volontà delle Regioni che hanno, negli ultimi tempi, sistematicamente disatteso norme liberamente sottoscritte. Non è superfluo ricordare come la Regione Basilicata abbia anticipato, per certi versi, questa linea, prima con la sospensione della Pronta Disponibilità Telefonica e l'Indennità per le Medicine di Gruppo, e poi con la sostanziale inapplicabilità dell'accordo sulla Governance Multilivello del 2010 (fatta eccezione per il primo anno). La Regione, inoltre, continua ad essere  inadempiente su altri fronti: fin dal 2006  manca l'incremento delle quote di ponderazione legato agli assegni ad personam dei medici che hanno cessato il rapporto convenzionale, così come le quote del fondo B  a riparto  che non vengono del tutto impiegate (dell'ordine del circa 150.000 euro all'anno), per non parlare poi della mancata riorganizzazione del servizio di continuità assistenziale.
I primi mesi  di confronto tecnico con le Regioni e il suo braccio armato (SISAC) hanno fatto emergere  uno scenario ancora più allarmante per il futuro della Medicina Generale. Infatti i "desiderata" di una parte delle Regioni (minoritaria ma purtroppo sempre più prevalente) evidenti nell'ultimo atto di indirizzo (in parte disconosciuto dalla SISAC) sono:

  1. Il medico di medicina generale dovrebbe lavorare nel modo che decide l'ASL o il distretto, sia per quanto riguarda l'organizzazione del lavoro, sia per quanto riguarda l'attività assistenziale; ciò significa che il diritto di scelta degli assistiti, anche se fosse conservato formalmente, sarebbe completamente svuotato di significato. Noi saremmo di fatto totalmente subordinati all'Azienda sanitaria, senza però le garanzie dei dipendenti (senza ferie e malattie), avulsi dal rapporto di fiducia con l'assistito, che sarà indirizzato a rapportarsi con la struttura, di cui il MMG diverrà un consulente, attivato tramite triage gestito da figure della dipendenza sanitaria, e sarà ridotto ad una figura sempre più etero diretta e, di giorno in giorno, sempre più vicariabile (vedi tutta la problematica relativa ai profili professionali, con gli infermieri pronti a fare "i romeni" della sanità).
  2. L'ACN dovrebbe diventare un lungo elenco di obblighi che i medici saranno tenuti a rispettare senza una simmetrica cogenza di doveri da parte della regione e delle ASL, libere di perpetrare qualsiasi inadempienza in assenza della benché minima previsione sanzionatoria
  3. Per non perdere l'abitudine, in coerenza con quanto sopra, viene ribadita l'intenzione di recuperare dal nostro compenso le quote relative ai fattori di produzione (indennità per le forme associative e per il personale di studio) e di utilizzarle, a discrezione delle regioni e delle Aziende sanitarie  nelle UCCP da loro programmate e volute.

Se queste sono le premesse  qualcuno, in apparenza anche comprensibilmente, potrebbe essere indotto a pensare che la panacea di tutti questi mali sia semplice: basta non rinnovare l'ACN e aspettare tempi migliori, ma questa conclusione è un grave errore. Rinunciare a perseguire il rinnovo convenzionale, sia pure momentaneamente solo sul piano normativo, corrisponde ad un suicidio della categoria, perché la maggior parte delle regioni ha già iniziato sul proprio territorio, al di fuori di ogni tutela negoziale e a colpi di disposizioni ultimative, a portare avanti la realizzazione di quanto emerge dall'atto d'indirizzo.
Solo un nuovo ACN può fermare questo processo, occorrono regole cogenti erga omnes, frutto di una negoziazione consapevole e nello stesso tempo innovativa. Fimmg non teme il confronto, si è lungamente preparata, le Regioni, tronfie ed arroganti territorialmente, latitano a livello nazionale, battibeccano e non trovano niente di meglio che venir meno alla parola data.
Altro elemento di perplessità che uno sciopero incute nei medici di famiglia è la convinzione della sua inefficacia: qualcuno obietta che un giorno è troppo poco, qualcun altro invoca forme di protesta alternative. La legge che regolamenta lo sciopero nel pubblico impiego prevede, però, lo sciopero di una sola giornata inizialmente e che solo nel prosieguo dell'agitazione si può indire lo sciopero per due giornate consecutive e poi per quattro giorni consecutivi, serrate maggiori sono contro legge. Sono state proposte forme di protesta alternative, come lo stop all'invio telematico delle ricette o della de-materializzazione delle stesse, purtroppo ciò non sarebbe uno sciopero vero e proprio ma verrebbe interpretato come violazione di norme contrattuali e quindi oggetto di sanzioni da parte delle Aziende.
Infine molti di noi, considerato il momento difficile, pensando al traguardo prossimo della pensione,  non si sente coinvolto pienamente in tali problematiche. Ma ricordiamoci che la morte della medicina generale fondata sul rapporto di fiducia, il nostro intruppamento nell'organico dell'Azienda sanitaria secondo logiche di stretta subordinazione e l'erogazione della medicina generale con regole organizzative di tipo ospedaliero, non consentirebbe la sopravvivenza del SSN pubblico e favorirebbe un rapido subentro di lobby assicurativo previdenziali secondo logiche di profitto economico. Se ciò avvenisse anche il sistema di tutela del nostro futuro pensionistico (nonostante l'ultima riforma ENPAM con la sostenibilità garantita a 50 anni) corre un forte rischio di ridimensionamento: se verrà meno l'attuale sistema di cure primarie, vi saranno sempre meno contributi previdenziali e di converso le pensioni (anche quelle già maturate) saranno necessariamente riviste (in peggio).
Pertanto in preparazione dello sciopero del 19 maggio l'Esecutivo Provinciale di Potenza ha programmato le seguenti iniziative:

  1. ASSEMBLEA DISTRETTUALE ex ASL 3: SABATO 9 MAGGIO  LAURIA, presso la SALA RIUNIONI DISTRETTO di LAURIA, ore 10,00
  2. ASSEMBLEA DISTRETTUALE ex ASL 1: SABATO 16 MAGGIO, RIONERO in VULTURE,  presso PIZZERIA CAMMAROTA (Villa Comunale, vicino al Cinema), ore 10,00
  3. ASSEMBLEA DISTRETTUALE ex ASL 2: DOMENICA 17 MAGGIO POTENZA presso la SEDE FIMMG di Via ANZIO 30, ore 10,00

Inoltre l'opera di sensibilizzazione-informazione dei cittadini, a parte i manifesti e il materiale che potrà essere distribuito nei nostri studi, prevede la presenza di un GAZEBO domenica 24 maggio in Piazza DON BOSCO a Potenza (dalle ore 9 alle 13).

Mai come in questo momento il destino della Medicina Generale Italiana è nelle mani e nella volontà dei Medici di Famiglia. La medicina generale sta per essere consegnata ai burocrati delle
regioni e le nere nubi che si stanno addensando sulla nostra convenzione potrebbero suggellare questo definitivo passaggio. L'unica arma che abbiamo a disposizione per tentare di risolvere questa
fase di stallo, dopo numerose dichiarazioni e prove di disponibilità, è la ferma azione di protesta che abbiamo programmato: lo sciopero del 19 maggio.
A tutti i medici di medicina generale italiani dunque diciamo: rialziamoci e uniamoci per difendere la nostra dignità, la nostra libertà e l'avvenire professionale di ciascuno di noi unitamente alla tutela
della salute dei cittadini che si affidano alle nostre cure.

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a cura di: FIMMG Potenza




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