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01/07/2014 - IL FSE NELLE REGIONI MERIDIONALI. Potenza, 4 luglio 2014


fse

Nella broshure di presentazione del convegno sul FSE nelle regioni meridionali si legge le solite affermazioni sul ruolo strategico della medicina del territorio, peccato che siano solo  affermazioni di facciata.

Al di là di alcune riunioni di un tavolo tecnico regionale (l'ultimo risale all'estate del 2013), nessun rappresentante istituzionale della Medicina del Territorio è stato coinvolto nella programmazione del FSE. Eppure di criticità, anche non irrilevanti, il progetto lucano, denominato LUMIR, ne presenta a iosa.

A novembre scorso ci è stato chiesto di raccogliere il consenso informato dei cittadini, peccato però che i responsabili  regionali e aziendali del FSE si siano dimenticati della necessaria formazione degli incaricati. L'informativa da dare ai pazienti è un momento necessario e  fondamentale per la buona riuscita del programma, se gli incaricati non hanno le idee chiare su cosa sia il FSE come possono trasmettere informazioni esatte ai loro assistiti?. Spiegare al cittadino che è un suo diritto decidere quali dati personali debbano essere accessibili e quali no, quali siano i soggetti che possono accedere ai suoi dati e quali no, che è un suo diritto oscurare una parte dei dati, non crediamo che sia un compito facile e veloce.

Non si comprende poi perché sia solo il medico di famiglia a doversi sobbarcare un incarico, quale quello della raccolta del consenso informato dei cittadini, anche a nome degli altri soggetti del SSN e dei servizi socio-sanitari che concorreranno ad alimentare il FSE. Eppure nell'informativa da dare al paziente andrebbe precisato anche gli estremi identificativi dei vari soggetti titolari del trattamento dei dati al fine dell'alimentazione del FSE.

A parte queste perplessità, il singolo medico dovrebbe poi  scaricare e stampare a proprie spese i moduli dell'informativa, raccogliere il consenso e trasmetterlo poi alla propria azienda.

Alla data odierna non sappiamo ancora quali siano i dati essenziali del profilo sanitario sintetico del cittadino che il medico del territorio dovrà redigere e aggiornare né come inserirli nel FSE, eppure tale passaggio è indispensabile per far partire il progetto.

E allora ci troviamo di fronte all'ennesima operazione di marketing da parte della regione Basilicata: qualcuno vuol far vedere al mondo intero che la Basilicata è all'avanguardia nei programmi di digitalizzazione, ignorando comunque che a fronte di notevoli investimenti di risorse, nazionali e regionali, continua ad esserci pressapochismo e superficialità. Infatti ci risulta che la regione Basilicata abbia chiesto alle softer-house di alimentare il FSE con l'invio contestuale al MEF dei dati delle ricette on-line e di quelle de-materializzate, creando di fatto un doppio canale di controllo dell'attività prescrittiva dei medici. Che senso ha tutto questo? Se il MEF da anni è investito del compito del monitoraggio e controllo della spesa sanitaria, attraverso il sistema Tessera Sanitaria, perché creare un duplicato a livello regionale, quando i dati prescrittivi possono essere forniti dal MEF stesso?

E' giunto il momento che come operatori e anche come cittadini si chieda alla Regione e agli enti controllori se questa sia la strada giusta per una allocazione equa ed efficiente delle risorse pubbliche e se non sia il caso di rivedere i programmi e i progetti coinvolgendo in maniera attiva non solo i gli operatori sanitari ma anche e soprattutto i rappresentanti dei cittadini. 


a cura di: FIMMG Potenza


Allegati / Link

ALLEGATO: Brochure FSE
(Visualizza il File .PDF



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