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28/09/2013 - LA FIMMG CONTRO L'AUDIT DELLA MOTOLA


Dr. Mario MARRA
DIRETTORE GENERALE ASP
Via Torraca, 2
85100 POTENZA
Prot.  29/13
p.c. Dr. Nicolò CUGNO
DIRETTORE SANITARIO ASP
Via Torraca, 2
85100 POTENZA

p.c. Dr.ssa Giulia MOTOLA
Direzione Sanitaria ASP
Via Torraca, 2
85100 POTENZA

p.c. Ai Medici di Assistenza Primaria
Loro sede

 

Oggetto: Audit sull'Assistenza Farmaceutica.

 

Anche quest'anno sono giunte a questa segreteria numerose segnalazioni da parte dei colleghi sull'avvio delle procedure di Audit clinico con i singoli medici relativamente alla spesa farmaceutica da parte della dr.ssa Motola con la richiesta di esibizione della documentazione sanitaria giustificativa della prescrizione di farmaci soggetti a nota AIFA 1, 48 e 79, nonché sull'utilizzo di sartani non inseriti nella lista di trasparenza AIFA.
Siamo pertanto costretti ad intervenire contestando l'iniziativa della dr.ssa Motola prima di tutto nel metodo. A nostro parere il metodo correttamente applicato richiederebbe che laddove venissero rilevate delle anomalie, si intervenisse con un intervento di tipo formativo (obbligatorio ma mai visto) sotto forma di audit interno al fine di mettere a disposizione degli operatori (che non sono dei pericolosi delinquenti) degli "strumenti aziendali condivisi" volti a contenere nella fisiologia la variabilità dei comportamenti e al tempo stesso fornire degli strumenti di misura dei processi assistenziali. Fatto questo sarebbe facile individuare e condividere indicatori e standard per misurare l'andamento del processo e in successive sedute di audit verificare i progressi conseguiti e le criticità emerse. Che questa sia la strada maestra è stata dimostrata negli anni scorsi dai progetti SETAP (1 e 2) condotto nel territorio dell'ex AUSL.
Nel merito le azioni intraprese sono contestabili per tutta una serie di motivazioni.

  1. La richiesta di esibizione della documentazione sanitaria relativa a supporto della prescrizione di Inibitori di Pompa Protonica, di Sartani e di Bisfonato è del tutto incongrua per questi motivi:
  1. Il sottoscritto ad esempio su 1420 pazienti, ha 332 pazienti in terapia con IPP, 35 pazienti in nota 79 e 89 pazienti in terapia con sartani. Pensare di poter produrre la documentazione sanitaria relativa a 456 pazienti mi sembra un'impresa non di poco conto, considerato che non siamo tenuti né a fotocopiare i referti degli esami strumentali richiesti né scannerizzarli e anche se tutto ciò fosse fattibile certamente non può avvenire in pochi giorni, senza che ciò  pregiudichi fortemente la mia attività professionale.
  2. Le norme legislative (Decreto legge  20 giugno 1996, n. 323 convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1996, n. 425) e convenzionali  prevedono che allorquando l'Azienda  rileva comportamenti prescrittivi del medico non conformi al rispetto dei provvedimenti AIFA avvia le procedure previste al riguardo attivando l'Ufficio di Coordinamento delle Attività distrettuali. Il rilevare che la spesa di un medico sia oltre un certo ipotetico budget, o che il consumo di determinati farmaci sia eccessivo, non significa nulla: è l'Azienda che deve dimostrare il non rispetto delle note.
  3. Anche quest'anno siamo costretti a segnalare come la reportistica sulla spesa farmaceutica della ditta MARNO arrivi con notevole ritardo pregiudicando di fatto la possibilità per il singolo medico di confrontarsi sia con la propria prescrizione sia con quella degli altri colleghi.
  4. Non si comprende poi questa sorta di accanimento verso la medicina generale. Se i dati sulla spesa farmaceutica territoriale sono sempre positivi, sia per il consuntivo 2012 (la spesa farmaceutica convenzionata dell'ASP  meno 14,6% circa rispetto al 2011),  ma anche per il 2013 con dati sulla spesa farmaceutica territoriale in linea con il tetto del 11,35%  (dati AIFA su rapporto OSMED), ci aspetteremmo che gli sforzi della sua azienda fossero finalizzati al controllo della spesa farmaceutica ospedaliera, questa sì fuori controllo!

Si continua a puntare i fari su classi di farmaci ormai quasi tutti con brevetto scaduto: tipo gli IPP, i sartani e i bisfonati e quindi con un costo irrisorio per le casse dell'Azienda , ma è stato mai fatta una rilevazione statistica su chi prescrive ad esempio i sartani non presenti nella lista di trasparenza? 

  1. Scusandomi per la ripetizione (REPETITA JUVANT!) ma mi permetto di segnalarLe che l'Audit Clinico , così come viene condotto, non è  vero AUDIT. Infatti il Ministero della Salute, nel 2006, ha definito l?Audit clinico come:

"Metodologia di analisi strutturata e sistematica per migliorare la qualità dei servizi sanitari, applicata dai professionisti attraverso il confronto sistematico con criteri espliciti dell'assistenza prestata, per identificare scostamenti rispetto a standard conosciuti o di best practice, attuare le opportunità di cambiamento individuato ed il monitoraggio dell'impatto delle misure correttive introdotte".
Quindi ci aspetteremmo che l'Azienda invece di percorrere il risparmio a tutti costi della spesa farmaceutica, avvii un vero AUDIT clinico che attraverso il monitoraggio e la valutazione delle principali patologie croniche, con l'utilizzo di indicatori di processo e di esito, giunga ad una valutazione più completa dell'efficacia e dell'efficienza dei medici, singoli o meglio se organizzati. Che fine ha fatto la  Commissione per l'Appropriatezza Prescrittiva della ASP di Potenza (Delibera n. 817 del 26/09/2011) ?, commissione Le ricordo che doveva mettere attorno un tavolo i vari attori del sistema, valutarne i comportamenti prescrittivi di tutti e produrre correttivi in caso di anomalie. Invece non ci risulta che si siano avviate analisi e verifiche rispetto all'appropriatezza prescrittiva su cartelle cliniche di dimissioni, sull'attività ambulatoriale degli specialisti ect.

  1. Siamo consapevoli che l'appropriatezza prescrittiva sia un valore aggiunto della professione, ma i comportamenti prescrittivi non possono modificarsi solo sotto le pressioni dei controlli aziendali perché fino a prova contraria è sempre attuale la sentenza della Cassazione (Sentenza Cassazione sez. IV penale           8254-11  del 3 Marzo 2011), che    ha condannato            un medico per aver applicato una linea-guida con danno del proprio paziente: "A nessuno è consentito di anteporre la  logica economica alla logica della tutela della salute, né di  diramare direttive che, nel rispetto della prima, pongano in secondo piano le esigenze dell'ammalato". La stessa Cassazione ricorda ai medici che prima di tutto devono  rispondere al loro codice deontologico in base al quale "I medici hanno il  dovere di anteporre la salute del malato a qualsiasi altra diversa esigenza e, pertanto, non sono tenuti al rispetto di quelle direttive laddove esse siano in contrasto con le esigenze di cura del  paziente, e non possono andare esenti  da colpa ove se ne lascino condizionare, rinunciando al proprio compito e degradando la  propria professionalità e la propria missione a livello ragionieristico".

Distinti saluti

 

Potenza, 28/09/13

____Il Segretario Provinciale FIMMG____
Dr. Antonio SANTANGELO


a cura di: FIMMG Potenza


Allegati / Link

ALLEGATO: Modello Risposta Audit Clinico
(Visualizza il File .DOC



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